1. Inquadramento generale
La progettazione delle strutture in calcestruzzo armato non può prescindere dalla verifica della durabilità, che dipende in maniera diretta dall’interazione tra materiale e ambiente.
Le normative introducono il concetto di classe di esposizione, che rappresenta il livello di aggressività ambientale e consente di definire:
- requisiti minimi del calcestruzzo (classe di resistenza, rapporto a/c, contenuto di cemento);
- copriferro minimo;
- eventuali prescrizioni aggiuntive (aria inglobata, cementi specifici, ecc.).
2. Meccanismi di degrado e classi di esposizione
2.1 Corrosione da carbonatazione – Classi XC
Fenomeno dovuto alla riduzione dell’alcalinità del calcestruzzo per effetto della CO₂.
- XC1 → ambienti secchi
- XC2 → ambienti umidi
- XC3 → umidità moderata
- XC4 → cicli bagnato/asciutto
👉 È il caso più frequente nell’edilizia ordinaria.
2.2 Corrosione da cloruri – Classi XD e XS
XD (non marini): sali disgelanti, traffico veicolare
XS (marini): aerosol salino, immersione, spruzzi
👉 Il meccanismo è molto più aggressivo della carbonatazione.
2.3 Degrado fisico – Classi XF
Dovuto a cicli gelo/disgelo, spesso aggravati dalla presenza di sali.
👉 Richiede particolare attenzione alla microstruttura del cls (aria inglobata).
2.4 Attacco chimico – Classi XA
Presenza di agenti aggressivi (solfati, acque industriali, terreni aggressivi).
2.5 Classe X0
Assenza di rischio di corrosione (condizioni molto favorevoli).
3. Copriferro: ruolo e definizione
Il copriferro è il parametro chiave per la durabilità.
Secondo le NTC 2018:cnom=cmin+Δcdev
dove:
- cmin: funzione di durabilità + aderenza;
- Δcdev: tolleranza esecutiva (tipicamente 10 mm).
👉 In fase progettuale si definisce sempre il copriferro nominale.
4. Criteri progettuali
Nella pratica professionale:
- si assegna una classe di esposizione per ogni elemento;
- si considerano più classi combinate (es. XC4 + XF2);
- si adotta sempre la condizione più gravosa;
- il copriferro va coordinato con:
- diametro barre;
- classe strutturale;
- vita nominale (50–100 anni).
5. Tabella riassuntiva prescrizioni di durabilità
Di seguito una tabella sintetica pronta per uso progettuale (valori tipici per vita nominale 50 anni, classe strutturale ordinaria).
| Classe | Ambiente | Copriferro minimo cmin | Classe minima cls |
|---|---|---|---|
| X0 | Assenza rischio corrosione | 10–15 mm | C20/25 |
| XC1 | Secco o permanentemente bagnato | 15 mm | C20/25 |
| XC2 | Umido, raramente asciutto | 20 mm | C25/30 |
| XC3 | Umidità moderata | 25 mm | C25/30 |
| XC4 | Cicli bagnato/asciutto | 30 mm | C30/37 |
| XD1 | Cloruri moderati | 30 mm | C30/37 |
| XD2 | Ambiente umido con cloruri | 35 mm | C30/37 |
| XD3 | Cicli con cloruri | 40 mm | C35/45 |
| XS1 | Atmosfera marina | 35 mm | C30/37 |
| XS2 | Immersione | 40 mm | C35/45 |
| XS3 | Spruzzi/marea | 45–50 mm | C35/45 |
| XF1 | Gelo senza sali | 30 mm | C30/37 |
| XF2 | Gelo + sali (moderato) | 35 mm | C30/37 |
| XF3 | Gelo severo | 40 mm | C35/45 |
| XF4 | Gelo + sali severo | 45 mm | C35/45 |
| XA1 | Attacco chimico debole | ≥30 mm | C30/37 |
| XA2 | Attacco chimico medio | ≥35 mm | C32/40 |
| XA3 | Attacco chimico forte | ≥40–50 mm | C35/45 |
6. Osservazioni operative (importanti in cantiere e progetto)
- I valori indicati sono minimi normativi → spesso è opportuno incrementare di 5–10 mm in opere reali.
- In presenza di:
- scarsa qualità esecutiva,
- getti difficili,
- elementi sottili
👉 conviene aumentare il copriferro.
- Per classi XF:
- fondamentale l’aria inglobata (non basta la resistenza).
- Per classi XD/XS:
- determinante il rapporto a/c (≤ 0.45 tipicamente).
- Per XA:
- necessario valutare anche il tipo di cemento (es. resistenti ai solfati).
7. Conclusione
La durabilità del calcestruzzo armato è il risultato di una corretta combinazione tra:
- classe di esposizione;
- qualità del materiale;
- copriferro;
- cura esecutiva.


